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Incontro Caritas

lunedì 19 dicembre 2011

 
INCONTRO CARITAS

9 dicembre 2011
Le ferite aperte e l'accoglienza del limite:
la comunità luogo di rivelazione
(Gv 20,19-29)


La sera di quello stesso giorno, il primo della settimana, mentre erano chiuse le porte del luogo dove si trovavano i discepoli per paura dei Giudei, venne Gesù, stette in mezzo e disse loro: "Pace a voi!", E, detto questo, mostrò loro le mani e il costato. E gioirono i discepoli, riconoscendo il Signore. Poi disse loro di nuovo: "Pace a voi! Come il Padre ha mandato me, anche io mando voi". Detto questo, soffiò e disse loro: "Ricevete lo Spirito Santo: a chi perdonerete i peccati, saranno perdonati; a chi non li perdonerete, non saranno perdonati". Tommaso, uno dei Dodici, chiamato Didimo, non era con loro quando venne Gesù. Gli dicevano gli altri discepoli:"Abbiamo visto il Signore!". Ma egli disse loro:"Se non vedo (riconosco) nelle sue mani il segno dei chiodi e non metto il mio dito nel segno dei chiodi, e non metto la mia mano nel suo costato, non crederò". Otto giorni dopo i suoi discepoli erano di nuovo dentro e Tommaso con loro. Viene Gesù a porte chiuse, stette in mezzo e disse :" Pace a voi!". Poi disse a Tommaso: " Metti qui il tuo dito e riconosci le mie mani, porgi la tua mano e mettila nel mio costato, e non essere più incredulo, ma credente". Rispose Tommaso e gli disse :" Mio Signore e mio Dio!". Gli disse Gesù: "Perché mi hai visto hai creduto? beati coloro che non hanno visto e hanno creduto".


E' SERA la comunità dei discepoli è nel cenacolo a PORTE CHIUSE. La paura, l'insicurezza e la mancanza di speranza si percepiscono in questa chiusura. Dopo la morte di Gesù le PORTE CHIUSE ci rimandano al sepolcro sigillato con la pietra. Ma in questo luogo di morte si manifesterà la VITA. Gesù entra attraverso le porte chiuse e si pone al centro della comunità. Viene riconosciuto grazie alle ferite e porta la gioia. Egli soffia lo Spirito, ricrea la comunità e la invia. Tommaso detto Didimo (fratello simile) non è presente nella comunità. Anche se non ha paura, in maniera differente vive il suo isolamento separandosi dalla comunità che considera debole e fragile dopo la morte di Gesù. Ciò nonostante ritorna nel cenacolo e i fratelli gli annunciano di aver visto il Signore. Egli non crede nella manifestazione del Cristo nella debolezza. E' la resistenza di Tommaso a far si che il Signore ritorni. Nel suo toccare le ferite e porre la mano nel costato permette a Gesù di trasformare la temerarietà nella debolezza e di portare a compimento l'incontro con i discepoli attraverso una beatitudine. Gesù invita a non diventare increduli ma credenti. Come si diventa increduli? Separandosi dalla comunità e chiudendosi nel proprio modo di pensare. Come si diventa credenti? Rimanendo nella comunità e accogliendo i fratelli con i propri limiti. Quindi comunità sempre aperta come le ferite del Cristo che invitano l'umanità a fare espsrienza di Lui.


AVVISI

NELLA SETTIMANA DAL 12 AL 17 DICEMBRE DALLE ORE 17, ALLE ORE 18,30 LA CARITAS PARROCCHIALE INVITA LA COMUNITA' A PARTECIPARE ALLA RACCOLTA DI ALIMENTI A LUNGA CONSERVAZIONE PER LE FAMIGLIE PIU' BISOGNOSE. ALRESI' RICORDA CHE IL FRUTTO DI QUESTA PARTECIPAZIONE NON DOVREBBE ESSERE UN DI PIU' MA L'EFFETTO DI UNA RINUNCIA.
A tutti quanti Grazie


la caritas parrocchiale

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