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Incontro Caritas

domenica 18 marzo 2012

 Voci nel deserto: l'ascolto per il
compimento di una promessa

(Gen 21, 14 - 21)

Allora Abramo si alzò presto al mattino, prese del pane, un otre di acqua e li diede ad Agar mettendoli sopra le sue spalle; le diede 0pure il ragazzo e la mandò via. Ella partì e si smarrì nel deserto di Bersabea, finchè fu esaurita l'acqua dell'otre. Allora abbandonò il
ragazzo sotto un arbusto, andò, si sedette di fronte e si allontanò quanto un tiro d'arco, perchè diceva " non voglio vedere la morte del ragazzo", E quando si fu seduta di fronte, alzò la sua voce e pianse. Ma Dio ascoltò la voce del giovane e un angelo di Dio chiamò Agar dal cielo e le disse: "Che hai, Agar? non temere, perchè Dio ha ascoltato la voce del giovane là dove si trova. Alzati! Solleva il giovane e stringi la tua mano con la sua, perchè io farò di lui una grande nazione", Allora Dio le aprì gli occhi ed ella vide un pozzo d'acqua. Allora andò, riempì l'otre d'acqua e fece bere il giovane. Dio fu con il giovane ed egli crebbe, abitò nel deserto e divenne un tiratore d'arco. Egli abitò nel deserto di Paran e sua madre gli prese una moglie del paese d'Egitto.

La disperazione rende ciechi gli occhi dell'uomo. Nello spazio della desolazione, l'ascolto e la compassione del fratello rende visibili i pozzi di speranza sempre presenti ma fino a quel momento nascosti.Possiamo senpre farci carico della disperazione del fratello. Possiamo senpre far salire a Dio, con la nostra voce, la voce del fratello: Agar grida e il figlio viene ascoltato. Nella disperazione le due voci si fondono, nel pianto della donna il Signore ascolta la voce del figlio; nella voce di Agar c'è il pianto di Ismaele, che sala a Dio per bocca della madre. Quando ogni possibilità di aiuto sembra svanire, quando il dramma dell'altro è sconfinato e coperto da una distanza che sembra incolmabile, è sempre possibile levare la voce per far salire a Dio il grido dei piccoli; è sempre possibile piangere per dare voce al dolore dei figli che non hanno più lacrime. Agar gridando ha fatto suo il dolore del figlio, con quella forma di ascolto che è la più perfetta e che spalanca le porte all'ascolto da parte di Dio. Il Signore ascolta dal cielo e attaverso un angelo chiama Agar. Quindi la madre grida, il figlio viene ascoltato, la madre viene chiamata. Ad Agar si chiede di prestare ascolto al messaggero divino. L'ascolto da parte di Dio passa attraverso l'ascolto da parte dell'uomo. Dio non provvede direttamente ma domanda che sia qualcun altro ( noi ) disponibili ad udire la sua Parola e a provvedere all'altro.
LA CARITAS PARROCCHIALE

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